Inserito da: cavalcalupi | 22 Settembre 2009

Presentata domanda di laurea

Oggi ho presentato la domanda di laurea specialistica (Economia e Gestione delle reti), speriamo di finire la tesi in tempo per la scadenza… Comunque l’argomento è: “Energie rinnovabili: incentivi pubblici e strategia aziendale”; abbastanza vago da poter cambiare tranquillamente direzione in itinere.

Rispetto alla tesi triennale mi sono orientato su un argomento più economico-aziendalista (anche perchè ero stufo di modelli che funzionano bene solo in teoria), su una tematica che è sempre stata il nodo cruciale di ogni periodo storico: l’energia. Dato che un giorno (non molto lontano, in verità, basta pensare al periodo pre-crisi quando il petrolio era salito alle stelle) l’energia prodotta dal combustibile fossile sarà proibitivamente costosa sia in termini monetari che ambientali, dobbiamo muoverci velocemente non solo nel differenziare le nostre fonti, ma anche ridurre in modo drastico l’apporto del petrolio e dei suoi derivati, del carbone e dell’uranio.

Per rendere possibile lo sviluppo delle tecnologie e, quindi, tutto il processo di transizione da una “civiltà del fossile” ad una “civiltà eco-sostenibile”, le istituzioni di ogni stato o associazione di stati devono incentivare le imprese (che esse abbiano come core-business la commercializzazione di una tecnologia “verde” o che semplicemente abbiano un comportamento “virtuoso”). Dal lato aziendale si svilupperanno delle strategie per sfruttare e ottimizzare questi incentivi e ricavarne il massimo profitto (generando un miglioramento del sistema nel suo complesso).

Vediamo come procederanno le cose…

Inserito da: cavalcalupi | 16 Agosto 2009

Dal diario di bordo /5

Alle ore 9.30 salpiamo verso San’Erasmo, passeggeri mamma e papà. Solito percorso attraverso il canale di San Secondo e Murano. Il danno dell’uscita precedente è peggiorato, la parte della fiancata danneggiata è come raggrinzita. Si riparte nel tardo pomeriggio, passando accanto all’isola della Certosa e costeggiando l’Arsenale, per ripercorrere il canale di San Secondo e tornare al pontile della Fenice. Arriviamo a destinazione alle ore 19.30. Percorse 15.20 nmi (28,1554 Km)

Inserito da: cavalcalupi | 11 Agosto 2009

Dal diario di bordo /4

Alle ore 15.30 salpiamo con la Fenice. Passeggeri: Giulia, Valentina e Michael. Poco traffico acqueo, tempo splendido, ci dirigiamo verso Torcello. Arrivati a destinazione cerchiamo un approdo e ci avventuriamo in un rio tra le barene (un cane da guardia del tipo mastino ci insegue lungo la riva). Non avendo trovato nulla proviamo ad ormeggiare a fianco all’imbarcadero. Una grossa barca francese cerca ripetutamente di ormeggiarsi a fianco e dopo un bel po’ di tentativi finalmente riesce. Reputando poco sicuro l’ormeggio (per le ondate provocate dai francesi ora c’è un danno da riparare sulla Fenice) ripartiamo e ci fermiamo a Burano in un approdo libero. Dopo una breve passeggiata e una bibita ristoratrice (Giulia ha anche voluto comprare dei dolci tipici: gli Essi) ritorniamo a casa costeggiando l’isola di San Francesco del deserto, passando per Murano e quindi per il canale di San Secondo. Arriviamo a destinazione alle 20.15, stanchi ma felici. Percorse 20.74 nmi (38.4064 Km).

Inserito da: cavalcalupi | 19 Luglio 2009

Dal diario di bordo /3

Sabato 18 Luglio 2009

Alle ore 11.47 la Fenice viene rimessa in acqua dopo un lungo riposo sul prato adiacente al molo. Dopo il riarmo, alle 18.30 salpiamo verso le Zattere con passeggeri Nicola “Pit” e Matteo “Aristeos”. Il motore si avvia con difficoltà e risulta faticoso direzionarlo (è stata necessaria una generosa dose di CRC per renderlo manovrabile). Percorriamo il Canale di San Secondo, quindi passiamo accanto all’Isola del Tronchetto per poi entrare nel Canale della Giudecca. Il moto ondoso e il traffico rende difficile la navigazione. Passiamo sotto al Ponte Votivo e ci mettiamo in lai alle barche del gruppo di Franco alle ore 19.30. ponte votivoDopo una sostanziosa cena (riso freddo, sardee in saor, melanzane alla parmigiana, dolci vari e abbondanti libagioni) e dopo lo spettacolo pirotecnico (davvero notevole) doppiamo Punta della Dogana e ci immettiamo in Canal Grande. Il traffico spaventoso (procediamo a passo d’uomo e per lungi periodi rimaniamo anche fermi) e i problemi di tenuta del minimo del motore (si spegne in una occasione) mi fanno prendere la decisione di imboccare Rio Novo dopo il Ponte dell’Accademia. Tramite questa nuova via d’acqua molto meno trafficata arriviamo a Piazzale Roma per poi arrivare ancora al Canale di San Secondo dopo aver navigato nell’ultimo tratto del Canal Grande. Da Punta San Giobbe le briccole non hanno più illuminazione, procediamo a vista a velocità ridotta seguendo le amatissime briccole. Arrivati a San Giuliano e arrivati alla chiusa dell’Osellino trasformiamo la luce di posizione in faretto per vedere le rive del canale. Grazie alla vista acuta dell’equipaggio attracchiamo al molo alle 02.40 am. Percorse 11.19 nmi (20,7316 Km)

Inserito da: cavalcalupi | 12 Aprile 2009

Buona Pasqua!

pasqua_itaTanti, tantissimi auguri di Buona Pasqua.

E speriamo che un po’ di bontà divina finisca anche dalle parti dell’Aquila.

Inserito da: cavalcalupi | 11 Gennaio 2009

Racconti di viaggio

Venerdì mi è capitato di andare a Milano (che tra l’altro è molto meglio con la neve) ed al ritorno, complice Trenitalia e le sue prese elettrice degli EuroCity non funzionanti, ho chiuso il pc portatile e ho sfoderato il mio taccuino per annotare due righe sulle persone che mi circondavano.

“… C’è il viaggiatore esperto uso a lunghi viaggi che per questo disprezza i viaggiatori occasionali. Ha escogitato alcuni trucchi per viaggiare comodamente come quello di incastrare un sacchetto di plastica tra il finestrino e il posacenere, facendo un nodo per non farlo scappare. A cosa serve? Come portaoggetti personale, dove può sistemare tutto il suo “fingerfood” da mangiucchiare mentre con aria snob legge il suo libro di un autore impegnato! <<Mi scusi, capotreno, c’è una carrozza ristorante?>> chiede lui. <<No, mi spiace…>> è la laconica risposta.”

“Al viaggiatore-osservatore capita di incontrare persone di ogni tipo e riesce a raccontare di scenate col capotreno, amori (o, meglio, passioni) che sbocciano o di una fanciulla che pensierosa guarda fuori dal finestrino pensando, forse, al suo paese, lontano…”

“C’è poi l’immancabile uomo d’affari che legge una rivista di carta patinata. Non si libera dell’ultimo bottone della camicia e della cravatta annodata ben stretta per tutta la durata del viaggio (Che sia finta? No, il bambino irrequieto e dalla faccia paonazza che “siede” di fronte a lui non è riuscito a toglierla con uno strattone).”

“Elemento di novità, oggi, è quello che definirei “l’impaziente”. Percorre da un lato all’altro la carrozza a volte con passo sognante, altre misurando i passi, altro volte ancora di corsa, o piano piano, senza far rumore. Al termine del viaggio lo seguirò fino alla fine del vagone, io e la mia valigia, non potrò avere una guida migliore…”

Inserito da: cavalcalupi | 20 Luglio 2008

Dal diario di bordo /2

Telegraficamente scrivo delle ultime due uscite della Fenice

Giovedì 26 Giugno 2008

Salpati alle 10.50 dal nuovo molo nei pressi di Quartier San Giuseppe dopo aver disincagliato la Fenice dal fango del fondo (livello di marea -2 cm). Unico passeggero Valentina. Superata con un appena percettibile urto del piede del motore la chiusa del canale “Osein” e diretti verso Venezia – San Giobbe. Fatto rifornimento di carburante. Raggiunta isola di Tessera e ritornati verso Murano. Diretti verso le Vignole e percorsa la parte sinistra dell’isola di Sant’Erasmo. Poi diretti in direzione di Burano, non raggiunta e imboccato il canale che da Burano porta a Murano passando per l’isola di San francesco del Deserto. Passato Murano diretti verso l’aereoporto di Tessera, imboccato l’inizio del canale “Osein” e sostato nella zona attrezzata per il pranzo dopo aver ormeggiato la Fenice ad un molo per gli ospiti. Al termine del pranzo ritorno al molo di partenza percorrendo il canale “Osein”. Arrivo a destinazione alle ore 16.00. Percorse 21.60 nmi (40,6395 Km)

Mercoledì 16 Luglio 2008

Salpati alle 09.55 dal molo con passeggeri Silvia, Martina e Judemao. Qualche problema col motore, probabilmente perchè era freddo ed erano 15 giorni che sostava in garage. Percorso tutto il canale “Osein” fino a Tessera. Pausa per una attività AIESEC di team building nell’area attrezzata. Ripartenza per Burano, percorrendo il canale Tessera – Murano – Burano, deviando su di un ramo che costeggia l’isola di San Francesco del Deserto. Arrivati a Burano abbiamo trovato un posto dove legare la barca sfruttando il fascino femminile delle due passeggere (“mi scusi, dov’è che potremmo mettere la barca?” accompagnato da un sorrisone) ed un pizzico di intraprendenza da parte mia (stavamo per legarla al posto barca di alcuni pescatori, per fortuna ho chiesto in giro!). Gran mangiata di pesce al ristorante di una compagna di corso di Elisa (che ci ha raggiunti con altri amici). Ritorno sullo stesso percorso, concedendoci una breve pausa a Murano per permettere a Judemao di portarsi a Napoli un souvenir di vetro artistico. Arrivo a destinazione alle ore 17.30. Percorse 20.17 nmi (37,3459 Km)

p.s. nella foto a destra io sono quello al centro in basso :P

Inserito da: cavalcalupi | 15 Giugno 2008

Dal diario di bordo

Sabato 14 Giugno 2008
Preso il comando della Fenice dall’isola del Tronchetto alle 16.55 GMT+1, abbiamo diretto verso la terraferma. All’altezza di Punta San Giuliano abbiamo proceduto a velocità ridotta attraverso la zona trafficata da sàndoli per la scuola di voga veneta e da dei piccoli First per la scuola velica. Imboccato il canale detto “Oselin”, ramo del fiume Marzenego, l’abbiamo cominciato a risalire. All’altezza delle chiuse abbiamo verificato che la marea era sufficientemente alta per passare senza problemi (in caso contrario avremmo dovuto alzare il motore e avanzare tirando le maniglie posizionate ai due lati del passaggio). A velocità minima abbiamo percorso l’ultimo tratto di canale per poi attraccare nei pressi del Policlinico. Svuotata la barca, alzati i paglioli e verificata la perfetta tenuta dell’imbarcazione, abbiamo lasciato la Fenice alle 18.55 GMT+1. Distanza percorsa 5.37 nmi (miglia nautiche) (9,95 Km) ad una media di 2.7 kts (nodi) (5 Km/h).

Inserito da: cavalcalupi | 25 Aprile 2008

25 Aprile

25 Aprile, per noi veneziani è San Marco e la Festa della Liberazione. Prendo spunto da vitadaprof e posto il discorso che Calamandrei (vi ho linkato la sua biografia nella Wikipedia) fece nel lontano 1955 parlando della Costituzione Italiana. A me è piaciuto molto.

LA COSTITUZIONE:
DISCORSO AGLI STUDENTI MILANESI DI PIERO CALAMANDREI (1955)

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…
E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

Piero Calamandrei (1889-1956) / Discorso agli studenti milanesi (1955)

Inserito da: cavalcalupi | 13 Aprile 2008

Elezioni politiche

Oggi pomeriggio sono andato a votare e una volta uscito mi son sorpreso particolarmente felice della cosa. Forse perchè per una volta sento di non aver votato il meno peggio, ma qualcuno che ha la mia fiducia, forse perchè sento che andare a votare è una grande cosa, un piacere che deriva dall’esercitare un proprio diritto/dovere.

Leggo dalle notizie ANSA che alcune persone in Sicilia hanno rifiutato di votare per le politiche rifiutando la scheda, scegliendo di votare solo per le amministrative motivando la propria scelta (nessun candidato scelto dai partiti mi rappresenta). Non credo sia la giusta direzione perchè è spogliarsi di un diritto/dovere, chiamarsi fuori oppure, ancora peggio nel caso in esame, testimoniare uno spirito isolazionista sicuramente negativo.

Buon voto a tutti i miei pochi lettori e anche a quelli che, anche per caso, passano di qui.

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